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Gaia Carotenuto
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Il No Contact: una strategia di autodifesa

di Gaia Carotenuto

Spesso è difficile riuscire a comprendere che è necessario allontanarsi dalla persona con la quale si ha avuto una relazione che si scopre essere disfunzionale e quindi vedere un “estraneo mai conosciuto prima”. Si tratta di una situazione particolarmente difficile da metabolizzare e da accettare e ciò implica che anche prenderne le distanze non sia semplice, tuttavia per il benessere psicologico della persona, è assolutamente necessaria la tecnica di autodifesa del “no contact” (nessun contatto).
Si tratta di una strategia terapeutica di fondamentale importanza, soprattutto per chi si trova in uno stato di dipendenza affettiva, affinché si possa arrivare gradualmente ad interrompere completamente qualsiasi tipo di interazione possibile con la persona, in questo caso il/la narcisista.

Il no contact fa riferimento a una tattica di distacco emotivo che ha la finalità di troncare ogni tipo di rapporto con il soggetto narcisista.
A tal proposito può essere utile iniziare con il bloccare i messaggi, le chat e i diversi canali comunicativi, passando successivamente al blocco dei social media per non cedere alla tentazione di guardare cosa il/la narcisista stia facendo; questo perché i social media sono un ottimo metodo per riagganciarsi al dipendente affettivo con lo scopo di continuare a mettere in atto le solite tecniche di manipolazione, per riprendere il controllo sulla vittima.

L’obiettivo principale del no contact è quello di aiutare il dipendente affettivo a distaccarsi dalla situazione di abuso psicologico, ritrovando sé stesso e riprendendo in mano la propria vita, privando così il/la narcisista di ogni possibilità di continuare ad attuare comportamenti di violenza psicologica.
Non sempre è possibile mettere in atto in maniera completa il no contact, in particolare se si hanno insieme dei figli: in questo caso il contatto viene ridotto al minimo indispensabile, solo per le comunicazioni in riferimento ai bambini/ragazzi, trovando la forza di non andare oltre.

Mettere in atto il no contact è una decisione particolarmente difficile soprattutto per chi si trova in uno stato di dipendenza affettiva perché questo implica un distacco definitivo da quella che era considerata una fonte di affetto e di sicurezza idealizzata, è una strategia efficace per interrompere il circolo dell’abuso psicologico, perché la mancanza che si sente è solo quella di un’illusione, di un’immagine di una persona che non è mai esistita realmente.
L’astinenza porta a provare emozioni di paura, ansia, tristezza, solitudine e senso di colpa oltre a tachicardie e senso di malessere fisico.

I benefici del no contact sono molti, allontanarsi dalla persona abusante conduce, con il tempo, ad un miglioramento della salute mentale, acquisendo anche consapevolezza e maggiore protezione dai pensieri persistenti di idealizzazione e svalutazione e conseguentemente, si arriva al ripristino del confine psicologico che impedisce al narcisista di rientrare nuovamente nella vita del dipendente affettivo.

È importante mettere in atto la strategia di no contact in maniera definitiva, anche se non è facile, soprattutto nelle prima fasi di astinenza.

Bisogna tenere in considerazione che possono verificarsi delle ricadute che fanno parte del percorso di uscita dalla relazione tossica. significa aver fallito o azzerato i progressi, ma è parte del lavoro.

Si tratta di un vero e proprio processo di disintossicazione che può e deve essere affrontato con l’aiuto di un terapeuta e anche grazie al sostegno dei gruppi di auto mutuo aiuto perché il confronto con altre persone che hanno un vissuto simile è fortemente terapeutico.

In conclusione il no contact è una delle tecniche di autodifesa psicologica considerata tra le più efficaci per proteggersi dalla persona abusante, soprattutto per coloro i quali si trovano in una situazione di dipendenza affettiva.
Il no contact rappresenta un’eccellente via di guarigione, per il controllo e la ripresa della propria vita.

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