In risposta alla D’Urso su Ylenia: non confondere l’amore con il possesso

Ancora non si sono spenti gli eco delle polemiche  nate con le dichiarazioni di Barbara D’Urso  che, in una puntata di qualche giorno fa di  Pomeriggio Cinque collegandosi con Ylenia Bonavera, la donna aggredita e ustionata da un uomo, forse  il suo ex,  ha avuto il coraggio di affermare che:  “Ci sono uomini che per troppo amore o per troppa gelosia fanno cose che non vorrebbero fare“.

Polemiche che noi non possiamo che condividere, perché fintanto che qualcuno continuerà a chiamare queste aggressioni  “frutto di troppo amore” o, come anche si sente dire,  “frutto di un amore sbagliato”, ci sarà sempre qualcun altro che  sarà legittimato a confondere l’amore con il possesso.

Noi pensiamo che non ci siano amori giusti e amori sbagliati e certamente non esistano atti brutali, come quello che ha riguardato Ylenia Bonavera, che possano esser in alcun modo ricollegati a qualche forma di amore.

C’è l’amore,  poi c’è altro.

Bene, ancora non si sono spenti gli eco delle polemiche e noi crediamo che gli echi di questa, e di simili polemiche, debbano continuare a girare, finché non cambierà un pensiero, finché qualcuno continuerà a  credere che il troppo amore o la troppa gelosia conducano e consentano di  umiliare, abusare, violentare, uccidere, annullare, una donna.

Perché il concetto di amore è altra cosa dal concetto di possesso e la distruzione del proprio  bene, affinché altri, a sua volta, non lo possegga, non ha niente a che vedere con l’amore o con la gelosia.  E  lo stesso deve dirsi per ogni punizioni inflitta a chi si allontana da una relazione, comportamenti che  tutto hanno  a che vedere con il  possesso e con la schiavitù e niente c’entrano con l’amore.

Vogliamo richiamare qui il contributo di una nostra amica blogger che ha scritto un bellissimo racconto, ispirato a una storia vera di  un’altra donna che, “ per troppo amore o per troppa gelosia”,  oggi è costretta a vivere nascosta.


Tu

Per sopravvivere vivi nascosta con le tue figlie. Lo Stato ti ha abbandonata in un limbo dopo la denuncia per stalking.

Leggi il racconto.

 


E con questo le facciamo un augurio: “Che TU possa tornare presto alla tua vita”.

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